Uscire da una situazione di violenza può essere estremamente difficile. Molte delle vittime affermano di sentirsi assolutamente impotenti e di non vedere alcun tipo di soluzione al proprio problema.
É anzitutto importante modificare alcuni degli stereotipi maggiormente diffusi riguardo tale fenomeno:

  • La violenza non riguarda soltanto le classi sociali svantaggiate o emarginate: è un fenomeno trasversale, che non risparmia nessun ceto;
  • La violenza non è mai accettabile: alcune persone tendono infatti a giustificare gli abusi di cui sono vittima o addirittura a credere di meritarsi in qualche modo ciò che stanno subendo;
  • La violenza non colpisce le persone deboli: nella maggior parte dei casi, le persone coinvolte possiedono ottime risorse, che faticano però a riconoscere e ad utilizzare;
  • La violenza non si risolve nelle mura di casa.

Dal momento che non tutte le situazioni di stalking sono uguali, non è possibile generalizzare facilmente sulle modalità di difesa che devono essere adattate alle circostanze e alle diverse tipologie di persecutori.

Si possono tuttavia dare dei suggerimenti in linea generale:

  • tenete presente che prendere consapevolezza del problema è già un primo passo per risolverlo. A volte, invece si tende a sottovalutare il rischio e a non prendere le dovute precauzioni come per esempio, informarsi sull’argomento e adottare dei comportamenti tesi a scoraggiare, fin dall’inizio, comportamenti di molestia assillante;
  • ricordate che, in alcune circostanze, di fronte ad una relazione indesiderata, è necessario “dire no” in modo chiaro e fermo, evitando improvvisate interpretazioni psicologiche o tentativi di comprensione che potrebbero rinforzare i comportamenti persecutori dello stalker. Anche la restituzione di un regalo non gradito, una telefonata di rabbia o una risposta negativa ad una lettera sono segnali di attenzione che rinforzano lo stalking.
  • la maggior parte delle ricerche ha rilevato che la strategia migliore sembra essere l’indifferenza. Infatti, sebbene per la vittima risulti difficile gestire lo stress senza reagire, è indubbio che lo stalker “rinforza i suoi atti sia dai comportamenti di paura della vittima, sia da quelli reattivi ai sentimenti di rabbia;
  • cercate di essere prudenti e quando uscite di casa evitate di seguire sempre gli stessi itinerari e di fermarvi in luoghi isolati e appartati; magari adottate un cane addestrato alla difesa, un modo che si è rivelato molto utile sia come concreta difesa che per aumentare la sensazione di sicurezza.
  • in caso di molestie telefoniche, tentate di ottenere una seconda linea e utilizzate progressivamente solo quest’ultima. Registrate le chiamate (anche quelle mute). Ricordate che per far questo è necessario, al momento della telefonata, rispondere e mantenere la linea per qualche secondo (senza parlare), in modo da consentire l’attivazione del sistema di registrazione dei tabulati telefonici;
  • tenete un diario per riportare e poter ricordare gli eventi più importanti che potrebbero risultare utili in caso di denuncia;
  • raccogliete più dati possibili sui fastidi subiti, per esempio, conservate eventuali lettere o e-mail a contenuto offensivo o intimidatorio;
  • tenete sempre a portata di mano un cellulare per chiamare in caso di emergenza;
  • se vi sentite seguiti o in pericolo, chiedete aiuto, chiamate un numero di pronto intervento, come per esempio il “112” o rivolgetevi al più vicino Comando Carabinieri.